martedì 20 novembre 2018
20.10.2018 - Donatella Lauria

"Pillole" di Filosofia: cos' è la felicità?

Parte una nuova rubrica settimanale, di piccole iniezioni filosofiche, indolori, curata da Donatella Lauria. Giornalista con studi classici e una laurea in teologia, insegnante, promotrice di numerosi laboratori di filosofia per ragazzi, proverà - in modo semplice e breve - a dare alcuni spunti di riflessioni sulla persona umana e non solo.

Se vogliamo citare il grande Aristotele possiamo dire in primis che essa è un’attività dell’anima secondo virtù ed è l’esercizio corretto delle nostre virtù.

Gli esseri umani sono stati generati in modo da raggiungere, per quanto è possibile lo stato migliore.

Dietro a tante aspirazioni e diversi desideri ce n’è uno che li motiva tutti e che dà senso alla nostra stessa facoltà di aspirare: il desiderio di essere felici.

Ma il concetto di felicità è uno dei più vaghi ed indeterminati che si affacciano all’orizzonte della nostra mente. Cosa significa essere felici?

Per qualcuno significa semplicemente andare alla ricerca del piacere ovunque si trovi.

Ma l’oggetto del nostro desiderio non è il piacere bensì ciò che lo procura.

Per usare una citazione di M. Rhonheimer “aspirare alla felicità vuol dire aspirare a quell’attività che appaga e soddisfa il nostro aspirare e perciò è piena di piacere in sommo grado".

Infatti il nostro aspirare non è appagato perché godiamo, ma godiamo perché l’aspirare è appagato”.

Essere felice vuol dire realizzare in pieno la mia esistenza, fatta di desideri, e sviluppare la mia personalità, caratterizzata da essi.

I nostri desideri formano la personalità e di conseguenza, realizzarli la appaga pienamente.

Non violentare la nostra natura e rispettare la nostra identità. Ecco la vera felicità. Tutto ciò che desidero, tutto ciò che spero, lo desidero e lo spero perché penso che possa contribuire alla mia vera felicità. Il tutto deve correre dentro ad una linea etica di rispetto per noi e per quello che ci circonda.

“Come nei giochi olimpici non vengono premiati i più belli e i più forti, ma coloro che s’impegnano nelle gare, dato che alcuni di loro vincono, così quelli che agiscono correttamente risultano essere i vincitori delle cose belle e buone della vita. Il provare piacere e felicità è cosa che avviene nell’anima, e per ciascuno è piacevole quello di cui lo si dice appassionato.” ( Aristotele)

In essa sono coinvolte tutte le componenti antropologiche: spirituali (mondo delle emozioni), fisiche e intellettuali.

Aristotele sottolinea la fondamentale importanza dell’impegno per raggiungere la felicità.

Essendo la persona in ralazione a ..è giusto anche che la vera felicità sia “in rete” con i soggetti che vivono in relazione con noi: sempre nel rispetto della persona umana.


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